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LA VIA DELL'ACQUA DORO                                

L‘Associazione “La via dell’acqua d’oro” nasce per iniziativa di un gruppo di volontari, riuniti attorno ad uno  storico cercatore d’oro felettese, e nella memoria di quanti nel passato fecero della “pesca dell’oro” faticosa attività di sussistenza.
L’Associazione dedicata principalmente alla conservazione delle prerogative e memoria storica del prezioso fiume e delle sue risorse, ha promosso la realizzazione di una mostra-museo permanente con sede presso l’antico Palazzo Comunale di Feletto.
L’Associazione si è prodigata per coinvolgere la popolazione canavesana nel reperire strumenti, fotografie e altro materiale, a testimonianza delle attività storiche peculiari della zona, in particolare l’attività dei cercatori dell’oro, una volta ben presenti lungo le rive dei torrenti Orco e Malone.
La quantità di attrezzature e strumenti per la “pesca dell’oro” reperite ed esposte nel museo testimonia lo stretto legame frà comunità e territorio, mentre la varietà di fattura, in specie delle “batee” e delle “canaline” di pre-arricchimento (Canavesana, Biellese, Francese, Americana, ecc.) attesta l’estensione territoriale dell’attività della ricerca dell’oro lungo le sponde fluviali.
Con il contributo della cittadinanza e del Comune, sempre attento alla valorizzazione del territorio, l’Associazione “La via dell’acqua d’oro” è riuscita a creare il nucleo per il primo museo della ricerca fluviale dell’oro nella Provincia di Torino.
Correlativamente l’Associazione “La via dell’acqua d’oro” promuove iniziative culturali e dimostrazioni di “pesca dell’oro” lungo la sponda fluviale dell’Orco, anche con il coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche, unitamente alla realizzazione di gare di Cercatori d’oro, realizzate secondo gli standard dell’Associazione mondiale “Word Golpanning Championships” , che ha visto la realizzazione a Biella nel 2009 della sua 33° edizione.

 
 
 
 
 
 

Notizie storiche
Il Comune di Feletto, sito circa 25 km a Nord di Torino, è paese di pescatori dell’oro nel Torrente Orco, probabilmente sin dall’antichità. Infatti tra le etimologie del nome del torrente compare quello che viene chiamato in gergo locale ancora ora come “eva d’or” (acqua dell’oro).
Scriveva un tale Pietro Azzarii nell’anno 1363 che a quel tempo si raccoglieva molto oro nel Torrente Orco, asserendo di aver visto anche l’estrazione di pepite del valore di 16 fiorini; il Fiorino d’oro di Firenze di quel tempo aveva un peso di 79 grani fiorentini, con il titolo di 24 carati.
Il peso di tale pepita fu stimato nell’anno 1766 essere uguale a 1 oncia 20 denari e 4 grani (secondo unità di misura degli Stati Sardi), corrispondente agli attuali 41.6 grammi.
La zona di Feletto lungo il Torrente Orco sembra comunque sia stato tradizionalmente assai rilevante nel contesto italiano di oro da alluvione. È da ricordare che negli anni dal 1930 al 1950 parecchi felettesi avevano come attività principale la pesca dell’oro, che spesso veniva utilizzato come baratto per acquisto di beni di prima necessità.
Giovanni Vautero



 
 
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